Escursione a Filetto (L’Aquila): itinerario tra boschi, abbazie medievali e tesori nascosti del Gran Sasso
- 16 feb
- Tempo di lettura: 3 min

Nel cuore dell’entroterra abruzzese esiste un piccolo centro montano dove il viaggio diventa esperienza profonda. Un luogo di silenzi, boschi, acqua limpida e storie antiche che ancora abitano le pietre.
Benvenuti a Filetto, minuscolo borgo di circa duecento abitanti nel territorio di L'Aquila, perfetto per un’escursione slow alla scoperta di storia, natura e tradizioni autentiche.
Un borgo segnato dalla storia: la memoria dell’eccidio del 1944
Filetto non è solo natura e paesaggio. È anche memoria.
Il 7 giugno 1944 il paese fu teatro della tragica strage nazista conosciuta come eccidio di Filetto, un evento che ha segnato profondamente la comunità locale. Camminare qui significa anche attraversare una pagina importante della storia del territorio aquilano.
Questo rende la visita ancora più intensa: ogni sentiero diventa non solo percorso naturalistico, ma viaggio nella memoria collettiva.
I tesori nascosti lungo il cammino
Nei pressi del borgo si snoda un itinerario sorprendente, ricco di piccole meraviglie poco conosciute anche da molti viaggiatori abituali dell’Abruzzo.
La Fonte Vecchia del Cinquecento
Tra le prime tappe si incontra l’antica Fonte Vecchia, costruita nel 1500.
Da qui sgorgano ancora oggi acque limpide provenienti dall’altopiano carsico di Fugno. Il suono continuo dell’acqua, la pietra antica e l’ambiente boschivo circostante creano uno scenario perfetto per una pausa lenta e contemplativa.
Le grotte rupestri di San Crisante
Proseguendo si scoprono le suggestive Grotte rupestri di San Crisante, antichissime cavità utilizzate fin dal XII secolo dai primi abitanti di Filetto.
Per secoli sono state:
rifugio umano
ricovero per il bestiame
spazio di vita quotidiana
Oggi raccontano la storia più primitiva e concreta del borgo, offrendo uno sguardo autentico sulle origini della comunità.
L’abbazia medievale tra i boschi
Immersa nel paesaggio appare poi la splendida Abbazia di San Crisante e Santa Daria, risalente al XII–XIII secolo.
Fondata nel 1140 dai Signori di Poppleto, nel periodo dell’espansione normanna in Abruzzo, l’abbazia conserva un fascino austero e potente. La sua posizione isolata, circondata dal verde, la rende una delle mete più suggestive e meno conosciute del territorio.
Camminare tra boschi e panorami del Gran Sasso
L’escursione si sviluppa attraverso ambienti naturali di grande varietà:
boschi misti
pinete di pino nero
radure silenziose
affacci panoramici spettacolari
In lontananza si aprono vedute mozzafiato sulle montagne che circondano la conca aquilana e sulle cime del Gran Sasso, spesso innevate per buona parte dell’anno.
È il paesaggio perfetto per chi cerca un’esperienza di turismo lento fatta di respiro, passo regolare e ascolto della natura.
Dati tecnici dell’escursione a Filetto
Per aiutare i viaggiatori a organizzare al meglio la giornata, ecco le informazioni principali del percorso:
Difficoltà: E (escursionistica medio/facile – adatta anche a ragazzi dagli 9 anni abituati a camminare in montagna)
Lunghezza percorso: circa 7 km andata e ritorno
Dislivello: 300 metri
Durata: circa 4 ore e 30 minuti (soste incluse)
Si tratta quindi di un’escursione accessibile ma completa, ideale per famiglie attive, camminatori occasionali e amanti dello slow trekking.
Dopo l’escursione: tradizioni e sapori a Paganica
Per completare la giornata, vale la pena raggiungere il vicino borgo di Paganica.
Qui, solitamente a fine Gennaio, si svolge la storica Sagra dei Fagioli, legata al Presidio Slow Food locale: un appuntamento ricco di stand enogastronomici dedicati ai prodotti tipici del territorio.
La festa offre:
cucina tradizionale abruzzese
musica popolare con Ddu botte
cori polifonici
atmosfera conviviale di paese
È l’occasione perfetta per trasformare una semplice escursione in una vera immersione nella cultura aquilana.
Un’esperienza slow da vivere durante il soggiorno alla Casetta di Trignano
L’escursione a Filetto è ideale per gli ospiti che desiderano scoprire l’Abruzzo meno turistico e più autentico.
Qui non si collezionano attrazioni.
Si cammina tra:
storia medievale
memoria della guerra
sorgenti antiche
boschi montani
tradizioni ancora vive
Ed è proprio questa combinazione a rendere Filetto una delle esperienze più intense e sorprendenti del territorio.
Suggerimento per i viaggiatori slow
Partite al mattino con scarpe comode, acqua e tempo a disposizione.
Lasciate spazio alle soste, alle fotografie, al silenzio del bosco.
Perché in luoghi come Filetto il vero viaggio non è la destinazione, ma il ritmo con cui la attraversiamo.









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